Ciao a tutt3! Sono Marzia, e scrivo perché altrimenti penso troppo. Non sono mai stata brava a dividere i miei interessi in cassetti ordinati: studio Giurisprudenza, ma allo stesso tempo ho sempre avuto un legame forte con la letteratura e con la politica. Credo che siano tre modi diversi di interrogare la stessa cosa: chi siamo, come viviamo insieme, cosa ci spaventa.
Nei miei testi tendo a inseguire il concetto di femminile, non tanto come categoria astratta, ma come luogo di paure, di desideri, di potere negato e di storie che sembrano noiose finché qualcuno non decide di raccontarle davvero. Mi piace raccontare ciò che sembra marginale, dimenticato, perché lì si nascondono spesso i nervi scoperti di una società.
Non mi considero una scrittrice, forse piuttosto una cercatrice: amo raccogliere frammenti, osservarli e cercare di rimetterli insieme. A volte funziona, a volte no, ma per me vale comunque la pena di provarci.
Mi piace l’idea di attraversare uno spazio attraversato, che non appartiene a nessuno in modo esclusivo. Un luogo in cui le parole non restano ferme ma si muovono, si intrecciano, si contaminano. Se i miei articoli riusciranno a incuriosirvi, a farvi cambiare prospettiva o semplicemente a tenervi compagnia per qualche minuto, avranno già avuto senso.
Le sirene digitali: la voce ammaliatrice e il femminile oscuro dell’intelligenza artificiale
Le nuove streghe: l’IA raccontata tra passato e presente
Dalle sirene e le streghe alle voci digitali dei nostri device: le paure antiche tornano a vivere nell’immaginario dell’intelligenza artificiale, sospesa tra seduzione e sospetto.
Avere vent’anni e cercare ancora un posto dove sedersi
A vent’anni si vive in uno spazio incerto, dove nulla è ancora definito.
Le giovani donne affrontano pressioni silenziose che chiedono forza e misura.
Cercare un posto dove sedersi significa desiderare uno spazio che accolga senza comprimere.
Nel frattempo nascono sorellanze, rifugi inventati, comunità sottili.
Non si cerca un vero approdo, ma la libertà di attraversare il mondo senza essere ridotte.
Da questo movimento prende forma ciò che si diventerà.
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