ALTOMARE DISTASO

Ciao! Sono Altomare Distaso, conosciuta in modo informale come Mara; mi sono laureata in Lettere Classiche presso l’Università di Bari e ho conseguito la laurea magistrale in Filologia Classica presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Dopo alcuni anni di esperienza come insegnante, sia nella scuola primaria che in una secondaria di Bologna, città in cui vivo da quattro anni, ho intrapreso un dottorato nazionale in Peace Studies presso la Sapienza Università di Roma.

Il mio progetto di ricerca si concentra su un testo greco di età post-ellenistica, analizzando i concetti di pace e conflitto interpersonale. L’obiettivo è proporre il testo come uno strumento di riflessione su temi di più ampio respiro, unendo approcci filologici e interdisciplinari. Da quest’anno appartengo anche allo stimolante blog delle Salamander, un blog collettivo che intreccia voci e riflessioni su tematiche diverse, creando uno spazio di condivisione e dialogo ricco di contenuti scientifici e personali.

Pax e Eἰρήνη tra Roma e Grecia

Sembra riduttivo e forse assolutamente ossimorico parlare del concetto di pace in un mondo come quello attuale. In un pianeta terra dilaniato dai conflitti sociali, economici, religiosi e culturali, in un puzzle fragile come quello che l’uomo ha tentato di mettere insieme, la pace sembra aver perso senso.  Tuttavia, le sue più antiche origini potrebbero aiutarci a riscoprirne il valore. Nel pensiero moderno si pensa alla pace come assenza di guerra ma cosa ne pensavano i Greci e i Romani? Qual è il senso di un concetto e di una parola tanto potente che sembra essere stata dimenticata? Analizzare i concetti di Pax a Roma e Eἰρήνη in Grecia ci permette di comprendere le differenze e le somiglianze nel modo in cui queste due civiltà, alla base della civiltà moderna e occidentale, concepivano la pace, come concetto e come realtà politica, in modo tale che le loro strategie vengano ripercorse per costruirla e (forse) tentare di mantenerla.

Eris buona ed Eris cattiva: un’analisi del “conflitto” tra Omero ed Esiodo

Chi è o che cos’ è Eris? Una delle mille divinità, ennesima metafora mitologica greca oppure ha un’origine più concreta? La Eris di cui parlano nella letteratura greca, anche prima del più famoso Omero, è la prosopopea del conflitto. Un conflitto reale, vero e sanguinoso: è la dea conflittuale, la celebre discordia che fa scatenare la guerra di Troia. C’è sempre una Eris in ogni relazione umana, ma è solo un’entità sanguinaria o può evolversi in qualcosa di maggiormente positivo? Esiodo ce lo insegna.

Il linguaggio del potere nella letteratura greca: eroi, guerra e memoria

La guerra permea la cultura greca antica, non solo come realtà storica ma come strumento narrativo per esplorare il potere e l’autorità. Nel periodo ellenistico, figure eroiche come Eracle e Pirro diventano modelli di leadership attraverso la fusione di parola e immagine. Le “Imagines” di Filostrato il Giovane offrono descrizioni vivide di quadri immaginari, trasformando l’ecfrasi in un mezzo per trasmettere valori condivisi e memoria culturale. Queste opere non sono semplici esercizi stilistici, ma manifesti culturali che riflettono come il mondo antico concepiva e trasmetteva il potere.

Estate greco-latina?

Dall’etimologia di estate in latino (aestās) e greco (θέρους) a mete iconiche dell’Egeo: Santorini, con spiagge rosse e nere legate al mito di Atlantide; Kos, patria di Ippocrate e del suo Asklepieion; Mykonos, con i massi dei Giganti pietrificati; Ios, isola poetica di Omero, tra spiagge dorate e resti ellenistici. Un viaggio tra lingua, mito e paesaggio.

Homo sum, humani nihil a me alienum puto

L’idea di un’origine europea monolitica ha a lungo nascosto la trama di scambi e contaminazioni da cui Grecia e Roma sono nate. Dal classicismo tedesco del Settecento – che “occidentalizzò” la Grecia – fino alla costruzione moderna dei canoni culturali, l’identità europea è stata raccontata come chiusa e autosufficiente. Ma la storia, la filologia e l’antropologia culturale ci mostrano altro: la civiltà nasce dall’incontro, dal dialogo, dal movimento. Seguendo le riflessioni di François Jullien, Franco Pioletti e Maurizio Bettini, questo articolo invita a pensare le identità non come blocchi fissi, ma come realtà plurali, aperte e in relazione.

Dal tempo felice di Kronos all’età assoluta della guerra

L’articolo mette a confronto il tempo felice di Kronos e l’età contemporanea, segnata dalla guerra come condizione permanente. Attraverso una rilettura dei classici, l’Età dell’Oro emerge non come mito nostalgico, ma come strumento critico per interrogare il presente, smontare la naturalizzazione del conflitto e ripensare le categorie di tempo, pace e convivenza.

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