Pulpa Festival
di Maria Citarella e Silvia Sbaraglia
Il Pulpa Festival è uno degli appuntamenti più centrali del panorama artistico abruzzese. Nato nel 2020 grazie alla collaborazione tra Enrico Peca, Art Director dello Studio Creativo Spazio 010 e Presidente di Atelier 010 APS, e l’artista internazionale Raul. Nel 2021 il festival ha avuto la sua prima edizione a Montesilvano, che ha coinvolto artisti locali e nazionali, con un focus sulla street art come fonte di ispirazione e coinvolgimento delle comunità.
L’’obiettivo di trasformare spazi urbani grigi e anonimi, prevenendo il degrado urbano, ha reso il festival in poco tempo punto di riferimento essenziale, fulcro di bellezza vibrante che porta con sé cultura, coinvolgimento sociale, cura degli ambienti urbani, temi sociali e ambientali.
Oltre 70 artisti internazionali rendono possibile questo progetto: un mondo ispirato e connesso che l’arte costruisce e unisce, tra tasselli fisici e mentali.
Il Pulpa Festival pulsa e trasporta, in strada, con la strada e per la strada, rivitalizzando gli spazi urbani e le persone che li vivono e percorrono ogni giorno.
“La Passione per l’arte, la street art e l’arte urbana contemporanea sono la centralità del Pulpa Festival.
Dal Pulpa Festival è nata, nel novembre 2025, la Pulpa Street Art Gallery, un’evoluzione del festival che ha portato a Pescara all’Aurum, 23 artisti della rete che hanno dato vita ad un evento unico nel suo genere, dimostratosi un fiore all’occhiello del panorama artistico nazionale e internazionale.
Una grande sessione di live painting dal titolo Urban Heroes — un omaggio agli eroi di ogni giorno, le prime 20 tele realizzate che sono entrate ufficialmente a far parte della galleria itinerante del festival, un capitolo in più della sua storia di valorizzazione urbana e di bellezza condivisa, tra arte, musica, cibo e vino.
In questa occasione abbiamo intervistato Enrico Peca e gli abbiamo chiesto da cosa è nata l’idea e la voglia del progetto:
“La street art è l’arte della mia generazione, quella che ci ha fatti crescere. L’idea è stata quella di raccogliere tutta la scena della street art italiana, anche se a volte è difficile racchiuderla. Ci sono i nomi più importanti, le persone di spicco, molte super quotate.
Ho fatto un mix, scegliendo figure distinte: artisti ufficiali, calligrafi, madonnari, cercando di unire le personalità e creare un circuito fresco sul territorio. Ho chiamato persone del territorio e anche da fuori, per far sì che anche i nostri giovani possano crescere.
Una sinergia tra realtà emergenti e artisti che già girano all’estero ma che qui, per esempio, passano inosservati: è importante farli conoscere, far capire alla città che esistono, che sono la nostra forza e che possono fare la differenza nel mondo.
Alla base c’è la volontà di far capire alla città che queste persone esistono e che sono la nostra forza nel mondo.”
Le parole di Peca hanno confermato ciò di cui siamo consapevoli da sempre: da un lato la centralità dell’arte e la sua forza catalizzatrice, dall’altro lo sguardo distratto che la società le rivolge, rendendo necessarie iniziative di questo tipo proprio per ridare un focus indispensabile. Oggi, infatti, le arti vengono messe in secondo piano, sono quelle che “non portano il pane a casa”.
È una visione che deriva da un sistema che ci chiede profitto, capitale, efficienza, ma si dimentica del nostro lato umano. Essere umani, infatti, significa coltivare il nostro lato artistico, poetico, musicale. Nella nostra essenza non c’è solo il lavoro e vedere realizzare opere dal vivo, immergerci nella Galleria ascoltando musica in un clima libero e sereno, ci ha infuso un senso di felicità: nelle grandi metropoli l’arte e la cultura sono all’ordine del giorno, ma in città più piccole e meno turistiche spesso vengono messe da parte. Dobbiamo tutelare e promuovere queste iniziative affinché l’amore per l’arte arrivi anche nei meandri più nascosti.
Per comprendere davvero cosa voglia dire essere artiste oggi, abbiamo intervistato due artiste del live painting, Valentina Lenti (su Instagram @valentinalenti.art) e Greta Danese (su Instagram @danishart__). Abbiamo chiesto ad entrambe un mix di storia personale, familiare e ispirazione.
Per Valentina Lenti, artista italiana che indaga emozioni, memoria e il potere evocativo dei luoghi, dallo stile personale che si fonda su sensibilità, poestica e rigore tecnico, si tratta della sua prima esperienza nella street art, un modo immersivo di approcciarsi a questa tecnica per lei nuova, in linea con la sua voglia di sperimentare e lasciarsi stimolare.
Essendo in una società che poco supporta l’arte e le sue declinazioni, le abbiamo chiesto quanto i suoi genitori l’abbiano sostenuta e appoggiata:
“I miei genitori mi hanno sostenuto tantissimo, da sempre. Mi hanno assecondata, mi hanno iscritta al percorso che volevo. È stato un cammino felice, perché ho fatto quello che mi interessava, che mi dava gioia. Non sono mai stati contrari. Il loro supporto è stato fondamentale: mi hanno permesso di seguire la mia strada senza pressioni, e questo ha fatto la differenza.”
Greta Danese, giovanissima artista classe 2000, definisce la sua arte “realismo fantastico” e concentra la sua opera sulla figura femminile, il simbolo per eccellenza di forza. Il suo obiettivo è trasmettere un messaggio chiaro: il corpo femminile è arte in ogni sua parte e non va erotizzato. Anche lei ci riporta il sostegno costante genitoriale, una certezza solida nella sua vita, fin da quando da bambina esplose la sua passione per il disegno, ispirato dalle creature mitologiche e dal mondo marino. Fare arte è lo scopo della sua vita, mai in dubbio e sempre perseguito.
La street art è spesso sottovalutata, eppure è ciò che rende una città più viva e colorata. È espressione di comunità e appertenenza, è migliorare i luoghi in cui si vive.
Il Pulpa Festival è l’esempio concreto della bellezza della diversità umana: menti che creano, esprimono la loro personalità, il proprio sé. Uno spazio in cui la libertà aleggia, necessario in ogni luogo per dare voce alla nostra umanità.
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