Aestās, aestātis: estate, stagione calda. Per quanto già in Agosto, siamo nel periodo più “virale” e desiderato: l’estate! 

I pensieri sono in uno status di relax (?) e il caldo torrido dovrebbe consentire passeggiate e situazioni di convivialità al mare. In estate, le temperature elevate dovrebbero caratterizzare la maggior parte delle giornate, non a caso, aestus è il termine di derivazione latina che viene usato sia per il calore atmosferico sia per l’ardore delle passioni o l’agitazione delle onde del mare (da cui anche aestuare = ribollire).  In greco antico, la stagione estiva è indicata da parole come: θέρους (théros): “estate, calore estivo” oppure θέρος che ha la stessa radice di θερμός (thérmos):“caldo”, da cui anche il nostro “termico”.

Il riferimento etimologico greco ci riporta ad alcune mete estive interessanti, forse in una situazione di totale over tourism, ma comunque suggestive! Pensiamo a Santorini (Σαντορίνη/Θήρα – Thera). Originatasi da un’esplosione della caldera minoica (ca. 1600 a.C.), venne ricoperta di pomici e ceneri che crearono un’interessante bicromia di spiagge rosse (la Red Beach – Akrotiri, fig.1) e nere. Alcuni archeologi hanno collegato questo evento al mito platonico di Atlantide che sprofondò proprio per un’esplosione. Come  Santorini, meno turistica ma molto conosciuta è Kos (Κως), patria di Ippocrate; oggi ospita ancora i resti di un famoso Asklepieion (santuario di Asclepio, fig. 2) che sfruttava anche le acque marine e termali per la cura.

Per gli amanti classicisti, Plinio il Vecchio (Naturalis Historia 5.136) menziona Kos come produttrice di tele sottilissime, forse lavorate vicino ai porti sabbiosi dove si asciugavano le stoffe. Mykonos (Μύκονος), celebre non solo per la movida e per i tramonti su rooftop di pietra bianca, presenta una serie di massi sparsi sulle spiagge e nelle baie. Questo straordinario landscape non è stoneage ma probabilmente sono i Giganti pietrificati da Eracle durante la Gigantomachia (Pausania, Periegesi 1.2). L’ultima ma non per meno bellezza, è l’isola ‘poetica e solitaria’ di Ios (Ίος), dove sarebbe morto Omero. Manganari e Koumbara (località a nord dell’isola, fig. 3) ospitano resti di fortificazioni ellenistiche, torri di avvistamento, spiagge dorate. Forse un tramonto più autentico – Instagram lo accetterebbe comunque nel feed.

Queste meravigliose località del Dodecaneso risultano ricche di storia, dunque, se si ha modo e tempo e se il contatto con la classicità oltre che con la bellezza naturale risulta un elemento imprescindibile di questa non proprio torrida estate. Ostro (vento di scirocco) e Elios saranno ben contenti di accogliere i loro pellegrini nelle baie di questi luoghi incantati! 

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