Elogio della musica live. Il Wrapped ti dice chi sei, ma il concerto ti rende chi sei.
di Chiara Fusar Bassini
Nel dicembre del 2024 andavo per la prima volta a un concerto da sola: Fil Bo Riva, un artista conosciuto più all’estero che in Italia, nonostante le sue origini romane. Eravamo forse 40 persone in una piccola sala della periferia est di Milano.
Avevo la percezione che andare ad un concerto da sola fosse qualcosa di tremendo e fuori dal normale, quasi come andare a fare la spesa in mutande. Temevo gli occhi imbarazzati e giudicanti di chi si chiede dov’è la persona con cui sei uscita. La verità è che non conoscevo nessuno a cui piacesse Fil Bo Riva, ma erano già troppi i concerti a cui avevo rinunciato perché non avevo nessuno con cui andarci.
Quella è stata la prima volta di molte. Tra le cose che ho capito, la prima è sicuramente questa: quanto è bello ascoltare la musica dal vivo. Alla fine la cosa bella dei concerti è proprio la musica.
Quanto è bello ascoltare la tua canzone preferita dal vivo? Sentire le chitarre, il ritmo della batteria, il basso che martella sul petto. Percepire la sinergia tra gli artisti e il suono di ciascuno strumento che si incastra perfettamente con gli altri per creare la melodia perfetta, ma con l’onestà ruvida del momento, con il margine di errore del live.
Quanto è bello vedere gli artigiani al lavoro? Quando, qualche giorno fa, ho sentito dal vivo Andate tutti affanculo degli Zen Circus e mi sono venuti i brividi perché ho realizzato quanta maestria ci vuole per suonare bene dal vivo. È quasi straniante vedere performare sul palco una canzone che si ha ascoltato sempre solo in cuffia, nella versione registrata e perfezionata in studio.
Quanto è bello sentirsi vicini agli artisti? Sentire risuonare dentro di sé le parole dei testi, sentirsi parte di un tutto universale, sentire collettivamente le stesse emozioni degli altri.
Quanto è bello saltare e sudare sotto il palco? Stare in mezzo al pogo, sentire come una marea umana tutta intorno, le persone che cantano all’unisono e si muovono a ritmo, sentire la catarsi che attraversa il corpo di tutti.
Non c’è Spotify Wrapped che tenga. Le nostre personalissime classifiche, che tutti segretamente speriamo vengano apprezzate quando le pubblichiamo online, non creeranno mai quel senso di comunità che dà cantare una canzone in mezzo a una folla di amici e sconosciuti o percepire la connessione con persone che condividono la passione per lo stesso artista o la stessa band che ci si è trovati ad ascoltare live.
Nulla è comparabile al suono degli strumenti dal vivo, all’attesa e all’atmosfera elettrizzante che si crea, ma soprattutto alla gente intorno, perché non importa a quanti concerti tu vada da solo: non sarai mai davvero solo. La musica è una questione di calore, di stare insieme, di emozioni, luoghi e ricordi da condividere.
Ad oggi si può dire con certezza: i concerti sono meglio della terapia. Nell’epoca del digitale sono un’esperienza catartica collettiva, una forma di meditazione sociale che ci permette di tirare fuori tutto ciò che abbiamo dentro e trasformarlo in bellezza, lacrime e felicità.
Questo è un invito, se ne avete la possibilità, ad andare ai concerti. Soprattutto quelli degli artisti meno conosciuti, per i quali i prezzi dei biglietti non sono ancora proibitivi, ma che forse sono i più belli per l’atmosfera intima che si crea.
In un mondo di Spotify Wrapped, tu scegli i concerti.
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13 Commenti. Nuovo commento
Eccellente commento di una ragazza giovane piena di amore per l Arte
Bellissimo articolo che esprime perfettamente la sensazione che ciascuno di noi ha provato andando al concerto di un suo beniamino
Quanto è vero!
Ricordo l’emozione del mio primo concerto, lui, il Duca Bianco, iconico David Bowie, un dio davanti ai miei occhi adorati che smuove a mio cuore palpitante di diciassettenne.
L’adrenalina mi rimase in circolo per mesi e il ricordo di quell’emozione si rinnova a distanza di anni con la medesima intensità e un pizzico di nostalgia.
Da quel giorno Bowie divenne per me solo David, un amico che, con la sua musica e la sua voce, ha accompagnato la mia adolescenza e non mi ha più abbandonato.
Proprio vero i concerti sono meglio di qualsiasi terapia, riempiono il cuore e la mente di gioia. La musica e’ vita!
La gioia di condividere emozioni che ti rimangono dentro.
Concerto ….. esperienza di libertà, condivisione e solidarietà…. grazie dottoressa chiara fusar bassini x i tuoi commenti e pensieri
In questa esperienza condivisa ho trovato un ottimo sprone per chi non ha la voglia o il coraggio di fare le cose senza una compagnia. Trovarsi da sole spesso disincentiva, limitandoci nelle esperienze e privandoci di momenti belli.
Invece dovremmo fare tutti come Chiara Fusar Bassini, che andandoci ugualmente, non solo si è solo divertita, ma si è connessa con la musica, provando emozioni uniche. Grazie!
Dottoressa Chiara hai veramente scritto un articolo emozionante brava anch’io sono d’accordo con te i concerti sono terapia per l’anima.
Grazie
Bellissimo pensare al senso di unione e comunità nella passione per un artista.
La vera parte bella di un concerto!
Chiara, nel tuo articolo, hai reso verità e concretezza tutto ciò che si può provare e sentire ad un concerto…. a qualsiasi età perché la musica e l’arte non hanno tempo.Bravissima e complimenti!
Bellissimo articolo. Andavo ai concerti quando ero ragazza ed era proprio quella descritta da Chiara la sensazione travolgente che percepivo.
Leggendo questo articolo mi è tornata la voglia irrefrenabile di tornarci.
Grazie Chiara
È proprio così emozionante che sia uno stadio o un piccolo teatro non ti senti mai sola ma parte dello spettacolo
Grandissima Chiara!
Il mio primo concerto fu a Londra a quasi 14 anni (40 anni fa…) a vedere i mitici Dire Straits…..che flash!!! Ero lontanissima dal palco (Wembley) con mia cugina ed il suo ragazzo 18enni, entrambi londinesi,…..ma ricordo l’emozione e l’atmosfera magica di ‘delirio’ che ci circondava e ci avvolgeva e che ci ha travolto fino alla fine!!! Sono uscita che mi sentivo come ‘ubriaca’, ‘stordita’ e frastornata da quel turbine di esultanza collettiva che mi inebriò tutta l’intera nottata!!! Evviva i concerti!!!